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Piccoli Business chi sono? Consigli marketing e non solo

Piccoli Business o small business che dir si voglia, sono una realtà importante in Italia eppure non se ne parla mai veramente. Si parla di piccola impresa o di imprenditoria così facendo molti si sentono tagliati fuori.

Ora voglio parlare direttamente a te, mio piccolo business, a te che hai un’idea creativa, un piano b, a te che hai deciso di metterti improprio si si, tu che hai di recente aperto la partita iva. Lo sai quante cose in comune abbiamo? Sai che immenso valore hai come small business?

Ecco cosa imparerai in questo articolo:

Cosa si intende per small business?

La definizione più comune è quella legata alla piccola impresa che viene identificata in una società di piccole dimensioni con un fatturato limitato.

Si parla già di impresa che, da definizione questa è “a ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica”.

Le forme giuridiche più comuni sono: società di persone, ditta individuale e società responsabilità limitata. In questa categoria rientrano moltissime attività locali: parrucchieri, bar, pizzerie, estetiste, negozianti, B&B, agriturismi etc Si possono considerare Small Business? Assolutamente si, anche se è bene ricordarsi che sono anche attività locali. Perché è così importante sottolinearlo?

Se sei un’attività locale significa che lavori principalmente a livello territoriale ed è molto importante quindi parlare di marketing locale e di strutturare una comunicazione territoriale sfruttando social locali, tipo google my business, facebook locator etc. Se vuoi approfondire ti consiglio di vedere questo video: Che Business Sei?

Sono però Small Business anche tutti quegli individui, spessissimo donne, che hanno un piano b, che hanno una voglia di riscatto, che lasciano la via maestra, quella sicura dello stipendio fisso, per aprire qualcosa che le faccia sentire libere di essere ciò che sono sempre state. Ovvero?

L’imprenditore che produce abbigliamento su misura, fasce e gonne vintage, articoli di carta per cerimonie, centrotavola. Insomma tutto il mondo che vende su https://www.etsy.com/ che, si sa, spessissimo homemade fa rima con femminile.

Un imprenditore di un piccolo business però non è solo colui che produce homemade ma è anche colui che vende servizi, un professionista di una determinata categoria, come ad esempio: coaching, operatori olistici, insegnanti di qualcosa (inglese/musica/russo/cucina/uncinetto etc), fotografi, architetti, mentor, videomaker, blogger etc la categoria è vastissima. Rientrano tutti colori che hanno un progetto, rientri anche tu che hai un piano b e stai per buttarti .

Chi sono quindi gli Small Business? I miei piccoli business quelli per cui lotto ogni giorno?

  • Persone con un’idea in testa creativa, utile
  • Persone con una formazione specifica e anni di esperienza
  • Persone che lavorano in un determinato settore da più di 5 anni e si sono rotti le scatole di fare i dipendenti
  • Persone che vogliono diventare cintura nera di qualcosa e vogliono condividerla, insegnarla, divulgarla

Semplificando ai minimi termini tutti coloro che sono imprenditori di se stessi.

Sei un Imprenditrice! Non scordarlo mai.

Ho fatto questo video pensando proprio alle donne a quelle che si dimenticano che avere un progetto, un piano b, un’idea homeamede, la voglia di insegnare ciò che si sa (qualsiasi cosa anche come piegare le magliette da mettere nell’armadio) significa essere IMPRENDITRICE. Se tentenni, se hai paura, se non sai che parte girarti guarda il video e se ti piace iscriviti al mio canale youtube, siamo tutti sulla stessa barca. Siamo imprenditrici, abbiamo paura ma al contempo lavoriamo, ogni giorno, per portare avanti la nostra idea di business. Small Business.

Quali sono le difficoltà dei piccoli business?

Chiarito che sei un imprenditore, che sei un’attività locale, un professionista, che sei un PICCOLO BUSINESS ti voglio dire che ti capisco, lo comprendo, sono come te. Quali sono le principali sfide e preoccupazioni d un piccolo business?

  • Poca autonomia di investimento: la maggior parte di noi ha un potenziale enorme, un progetto fighissimo ma si ferma ancora prima di partire perché se lo rapporta agli altri imprenditori di famiglia, alle micro imprese si sente inadeguato, impossibilitato da sviluppare il progetto perché non ha sufficiente capitali iniziali. I soldi servono, un investimento iniziale è necessario, inutile nasconderci MA #cambiaprospettiva non ragionare in termini di micro impresa ma di piccolo business ovvero “niente è impossibile se sai come farlo” e certo ti fai un culo così. Cosa voglio dire? Che se cambi il tuo approccio nel guardare le cose ti renderai conto che essere piccolo ti permette di essere più flessibile più abile nell’istaurare relazioni, ti permette di giocare secondo regole non scritte e quindi di essere diverso, unico, di fornire un prodotto ed un servizio esclusivo. Ed, in un mercato sempre più personalizzato, è un bel vantaggio. I soldini? Arrivano, se hai chiaro il tuo modello di business, uno step alla volta. Focalizzati su il tuo core business, su un unico prodotto, su un unico servizio. Fatti conoscere per questo, investi le risorse a tua disposizione dopo, quando comici ad incassare, reinvesti, non avere paura, solo così puoi fare il passo e domani essere sereno di fatturare ciò che meriti;
  • Disorganizzati si fallisce: l’organizzazione è il tema più ostico da far digerire ad un piccolo business. Le grandi imprese sono organizzate, quando i volumi aumentano spesso aumenta anche l’inefficienza ma la marginalità è alta e quindi si fa finta di niente. Quando il fatturato si comprime, saltano manager, capi e Direttori Generali e la prima cosa sche si fa è tagliare il superfluo ed organizzarsi. Tu questo giochino non te lo puoi permettere è necessario che tu sia organizzata fin da subito. Ciò significa avere ben chiaro in testa: CHE LAVORO FACCIO? e poi A CHI LO VENDO? e solo dopo COME LO VENDO e DOVE LO VENDO. Organizzarsi significa definire un modello di business, avere chiaro un business plan (cioè far quadrare i conti) e poi creare un personalissimo piano. non c’è una formula magica, non c’è chi può farlo per te ma c’è, chi come me, può accompagnarti nel realizzarti, nell’organizzarti e nel raccontarla così bene che la vendi. Essere organizzati non significa avere liste infinite di cose da fare, delegare a chiunque, significa essere consapevoli, essere concentrati, avere chiaro un obiettivo e ricordarselo, come mantra mattutino. Ci sei tu ed il tuo business il resto, relazioni/fornitori/marketing, viene da sé se sei organizzato. Se mischi gli elementi, i fattori in gioco il business non quadra, crolla a picco, tu arranchi, vivi nell’ansia perenne di non farcela e ti blocchi;
  • Paura del Digitale: chi è Small Business lo intuisce. Essere online, farsi trovare, usare i social sono tutte attività sostenibili, utili, fighe ma come fare? La prima paura è metterci la faccia, esporsi, sentirsi inadeguati, tutti gli occhi puntati addosso con domande tipo “e se no si capisce?” e “se sembro falsa?” ed ancora “ma io non lo faccio solo per soldi, ci credo. Io aiuto, io risolvo, io rendo la gente felice”. E poi i vari pipponi su “non sono abbastanza creativa, non ho abbastanza tempo” la parola “abbastanza” la sento ripetere più del nome del piccoli business io la chiamo PAURA DEL DIGITALE e credo fortemente che prima ti serva un piano, cioè essere organizzata. Poi, si te lo dico già, mettersi in gioco significa uscire dai canoni, cambiare modo di vedere gli altri e di relazionarci ma, un passo alla volta, si cresce e si diventa autonomi e si scopre che, dopotutto, non è male… anzi quasi divertente! Non ci credi? Ci provi a lavorare con me?

I vantaggi di essere Small Business

Ho scritto al plurale, ma il vero “segreto” se poi si può parlare in questi termini è: NESSUNO PUO’ COPIARE CIO’ CHE SEI  Se sei un piccolo business sei tu il fulcro della tua attività, sei tu che comandi e i clienti scelgono te, per come lo fai; e tu, dimmi se non è vero, sai che il tuo business è esclusivo che come lo fai tu nessuno. Bene, questa si chiama IDENTITA’ e nessuna te la porta via è il più grande valore che possiede un piccolo business; è il motivo per cui ci sono tanti imprenditori piccini che fatturano felici. Per arrivare a questa serenità però bisogna guardare in faccia chi siamo, identificare i nostri valori, i nostri punti di forza, trasformare i gap in unicità. In altri termini, ti serve una strategia di personal branding. Sto parlando arabo? Continua a seguirti nei prossimi giorni pubblicherà un video per aiutarti a comprendere meglio.

Consigli Marketing per Piccoli Business

Se mi segui da un po’ sai quanto non mi piace questa parola, non in assoluto, ma associata ai piccoli business. Se ti ritrovi in ciò che ho scritto fin qui, avrai certamente capito che noi piccoli business funzioniamo in maniera “diversa”, unica, personale. Il fulcro è proprio “personale” noi istauriamo relazioni speciali con i nostri clienti e le tecniche di marketing funzionano fino ad un certo punto. Funziona molto di più l’essere, l’essenza, l’identificazione e la condivisione poi, certo supportata da qualche campagna ads per farci trovare ma è, appunto, un di cui.

Ti invito quindi a leggere e guardare questi contenuti:

 

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Il blog  per vendere e comunicare? Si mio piccolo business!

il blog  per vendere e comunicare

Il blog è uno strumento di vendita e comunicazione. Inutile girarci intorno. Se sei un’attività locale hai capito bene l’importanza di avere un sito web dove farti trovare e dove spiegare i servizi che offri. Se sei un piccolo business, un freelance o un professionista è uguale. Ti serve un sito web ma soprattutto ti serve un blog che ti rappresenti. Perché aprire un blog è la miglior strategia di marketing? Continua a leggere e non te ne pentirai, promesso. E se hai dubbi sono qui per TE.

Ecco cosa imparerai oggi:

 

 

Che cos’è un blog coroporate o blog aziendale?

Il blog nasce come “caro diario” digitale, poi l’avvento dei social, degli smartphone ha fatto si che ciò che veniva scritto e letto da una ristretta cerchia di persone è diventato planetario. Da “caro diario” il blog è diventato uno strumento di business. Mi spiace contraddirti ma è vero che esiste la professione di blogger e ci vogliono anche diverse competenze.

Il blog corporate o blog aziendale non è altro che il blog di un’impresa e, considerando che sei uno small business, è ciò che ti riguarda.

Si parte da un CMS (Content Management System), wordpress per intenderci, e si scrivono articoli pertinenti alla tua attività; esattamente come un blogger. Ed esattamente come un blogger avrai bisogno di un piano editoriale, della SEO per farti trovare e di contenuti coerenti con la tua brand identity.

Cosa significa fare blogging ed in che modo ti può essere di aiuto?

Aprire un blog e vendere questo ti interessa, lo so. Ok, ammetto, il titolo è effetto wow la verità che non apri un blog e vendi. Apri un blog per comunicare, per farti conoscere, per creare una community dopo tutto questo lavoro, se ben fatto, allora puoi vendere.

Non esiste nessuna formuletta magica che ti porta ad aprire un blog e vendere e chiunque sostiene il contrario è un ciarlatano.

Quali sono dunque gli obiettivi perseguibili con un blog?

      • Aumentare la tua brand autority, in altri termini farti conoscere: utile se sei un’attività locale, ancor più utile se sei un piccolo business digitale o se sei freelance. Spesso non si può far vedere in concreto cosa abbiamo fatto per i nostri clienti ma divulgare ciò che sappiamo fa si che le persone riconoscano la nostra professionalità, riconoscano i nostri valori e che si identifichino in questi;
      • Landing Page: non è altro che una pagina di “atterraggio” (di destinazione) di una campagna pubblicitaria. In buona sostanza fai una campagna ads su FB e le persone “atterrano” su una tua pagina del blog nel quale ci sono contenuti interessati e dove c’è una call in action ovvero chiedi che l’utente faccia qualcosa, per esempio: iscrizione alla newsletter, download di un cupon, download del catalogo etc. Perché è così importante? Le Landing Page possono essere tracciate, puoi sapere chi è colui che è “atterrato” sulla tua pagina e puoi decidere di ricontattarlo per ottenere il suo contatto o per portarlo alla vendita.
      • Content Marketing: ne abbiamo già parlato qui. Ti ricordo solo che se hai dei social è bene tenerli aggiornati con contenuti prodotti da te e che raccontano chi sei e cosa fai;
      • Fare Networking: il bello del blog che puoi creare diverse strategie utili ai tuoi scopi, come per esempio creare collaborazioni tramite una rubrica. Creare delle rubriche dove intervisti persone del settore, clienti soddisfatti o persone della tua audiace è un ottimo modo per fare personal branding, aumentare il traffico sul tuo sito e portarti a casa i c.d. “linkback” che aumentano notevolmente il tuo posizionamento sui motori di ricerca.

Blog e piano editoriale per piccoli business

Per sfruttare appieno le potenzialità del blog come strumento di marketing e comunicazione però è necessario creare un piano editoriale che non significa avere un mero calendario di quando e cosa pubblicare (anche) ma aver identificato:

      • Pubblico: chi leggerà il mio blog? Per chi sto scrivendo?
      • Fabbisogni: che problemi risolvo con il mio blog? In che modo posso essere utile?
      • Posizionamento: qual è lo scopo ultimo della mia strategia di blogging? Quali sono i miei competitor? Chi parla in maniera autorevole nel mio settore?
      • Trend: quali sono, nell’ambito del mio settore, gli argomenti più cercati? Quando sono cercati, sono stagionali? Oppure sono legati ad un avvenimento accaduto, in che modo posso sfruttare i trend a mio vantaggio?
      • Calendario: quando pubblicare l’articolo (pianificando) e dove (blog, social, newsletter etc).

Piccolo Business? Consigli per aprire un blog aziendale

Il blog è una sezione del tuo sito ed è fondamentale che sia tu a gestirlo, difficilmente troverai qualcuno che possa realmente scrivere al tuo posto (la storiella del “non ho tempo!”è una cavolata, leggi qui). Certo puoi farti dare una mano ma a metà, ovvero? Possiamo insieme creare un piano editoriale e io posso insegnarti le logiche poi tu scrivi da te o scrivi il contenuto e io posso ottimizzartelo a livello SEO. Perché è tanto importante che sia tu a scriverlo? Vuoi essere un punto di riferimento per il tuo settore? Allora raccontala!!

Ricordati sempre che sui social le persona ci stanno per cazzeggiare su google invece cercano qualcosa che gli serve.  Se sei agli inizi e non sei tanto conosciuto beh è altamente probabile che ti trovino cercando qualcosa inerente al tuo blog! Perché? Facile, non conoscono come ti chiami o come si chiama la tua attività

Il blog da solo non basta, hai bisogno di traffico, di pubblico e di creare un audience fidata, questo lo fai con i social network. Sul blog fai vedere che ne sai, su social cazzeggi con loro su come è bello condividere ciò che fai e da lì istauri una relazione che, grazie al marketing (ora siiiii), li porti dove vuoi: e-commerce, newsletter etc. Per fare tutto questo ti serve un piano e tempo.

Ultimo consiglio, caro imprenditore, chi ti prometto tutto in un tac beh #bigcazzata.

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