✍️ Scrivo online dal 1997: il mio blog non è nato per posizionarmi, ma per sentirmi meno sola.
Avevo poco più di vent’anni quando, grazie a una persona incontrata all’università, scoprii il potere del web. Era il 1997, e prima ancora di conoscere Splinder o WordPress, costruimmo insieme un piccolo spazio online usando HTML e CSS, riga per riga. Un diario digitale.
Scrivevo per me. Ma fin da subito mi ritrovai con decine di commenti, riflessioni, risposte. Ero sorpresa: in quel blog personale c’era un’eco. Una risonanza. La mia voce non si perdeva nel vuoto.
Non riuscivo a trovare il mio posto a Milano, ma lo trovai online. Quel blog era casa. Quelli che allora erano nickname, oggi sono amici veri. Alcuni fanno ancora parte della mia rete più profonda. La scrittura digitale mi aveva dato appartenenza.
Poi arrivò WordPress.org, e con lui nuovi strumenti. Ma l’anima restava la stessa: raccontavo le mie giornate in università, poi in PwC, le difficoltà, le gioie, i fallimenti. Sempre per sentirmi meno sola. E per donare un pezzo di me.
Dal blog al personal branding attraverso il blogging
Nel tempo il blog si è evoluto. Ne ho creato uno di lifestyle, poi un canale YouTube, e sì, ci ho anche fatturato. Quando nel 2014 ho perso il lavoro, quella gavetta inconsapevole da blogger e youtuber è diventata un’àncora. Avevo già una community, delle competenze, una voce.
Scrivere e condividere erano diventati strumenti. Di resilienza. Di connessione. Di cambiamento.
Quando nel 2017 ho scelto di diventare Business Mentor, sapevo già da dove partire. Blog e YouTube. Erano strumenti fedeli, profondi, strategici. A differenza di un reel su Instagram, un articolo ti resta. È rintracciabile. Posiziona. Racconta davvero chi sei. E la scrittura ti aiuta a fare chiarezza dentro, prima ancora che fuori.
Oggi molte professioniste mi dicono “Non so cosa scrivere”. Ma spesso non è un problema di contenuti. È un problema di identità. Di direzione. Ed è lì che entra in gioco il mio lavoro.
Perché il blogging è personal branding
Un blog non è (solo) marketing. È identità. È connessione. Il blogging sano, quello che nasce dal desiderio di condividere esperienze vere, è uno strumento potentissimo di personal branding attraverso il blogging. Ti permette di:
- Raccontare chi sei, e non solo cosa fai;
- Farti trovare dalle persone giuste (grazie alla SEO, ma anche all’autenticità);
- Costruire fiducia e autorevolezza nel tempo, senza bisogno di “essere virale.”
E per me, questo è sempre stato il punto. Non ho mai forzato una strategia. Ho sempre scritto perché la scrittura era una parte di me. E vedere riconosciuto questo impegno, questa autenticità, è qualcosa che mi emoziona profondamente.
Riconoscere il valore dell’autenticità
Oggi, ricevere un riconoscimento da YesWeWork come uno dei “Top 25 Italian Work Culture Communicators 2025” mi emoziona. Non solo perché premia il mio blog, ma perché riconosce la scelta di comunicare in modo autentico e generoso.
Il blogging può ancora essere uno strumento di cultura del lavoro. E io ci credo da 28 anni. Perché personal branding attraverso il blogging significa non limitarsi a fare content marketing. Significa costruire un messaggio che duri nel tempo, che ci rappresenti, che ci aiuti a posizionarci per quello che siamo davvero.
Cultura del Lavoro – Top 25 Italian Work Culture Communicators 2025, è un punto di partenza, ma anche un invito. Se anche tu vuoi costruire una presenza online che ti somigli, partendo dal tuo valore e non da un format da imitare, ti aspetto nel mio blog, nel mio canale YouTube e, se vuoi, in una call.
Scrivere è stato per me una forma di resistenza, poi di rinascita, ora di autenticità professionale. Ed è questo il potere di un blog che nasce per motivi profondi e diventa uno strumento di personal branding.
